Controlli Tecnologici blog by Ametek| AMETEK Srl raggruppa le migliori aziende operative nella ricerca, misura, prevenzione e controllo

AMETEK

Piena soddisfazione: ecco il commento ricorrente tra gli esperti e gli addetti ai lavori intervenuti al primo appuntamento dei tre annuali con F.A.R.O., il 32° svoltosi il 22 e il 23 marzo 2012 a Brescia.

L’Osservatorio delle Materie Prime, che da vera “piattaforma” di scambio e di confronto nazionale e internazionale, è in grado di riunire conoscenze, informazioni e aggiornamenti e il meglio dell’imprenditoria.

Anche in questo primo appuntamento del 2012, F.A.R.O. ha pienamente confermato le aspettative, offrendo due giorni di lavori importanti, di interventi e dibattiti illustri. Un appuntamento davvero importante, al quale AMETEK e SPECTRO, in qualità di sponsor d’eccellenza, non potevano mancare.

Le prossime date in calendario, per la 33° edizione di F.A.R.O., sono il 5 e il 6 luglio 2012.

 

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L’alluminio è un materiale “prezioso”, non nel senso più conosciuto del termine, come metallo utilizzato per incastonare pietre o gemme, per confezionare gioielli, ma nella sua accezione più vera e ampia. E’ un metallo dalle mille qualità, difficilmente sempre uguale a se stesso: basta aggiungere nuovi “ingredienti”, per creare nuovi materiali con nuove proprietà specifiche; duri e resistenti all’abrasione, flessibili e, addirittura, semplici da avvolgere e da manipolare all’occorrenza.

Se gli additivi possono garantire all’alluminio una marcia in più o, meglio, nuove funzioni e proprietà, gli stessi additivi, come silicio, litio, ferro, rame, manganese, magnesio, zinco e titanio, ne rendono anche più difficile il riciclo.

Il riciclo dell’alluminio è un’opzione davvero conveniente, sia per l’ambiente sia per l’economia, perché permette di risparmiare il 95% di energia rispetto alla produzione primaria del metallo. Se l’alluminio non è da solo, il miscuglio di metalli, fuso e trattato per essere riutilizzato, rischia di assicurare risultati inferiori alle aspettative.

C’è un modo, però, per ovviare al costoso inconveniente, ottimizzando costi e risultati: l’analisi degli elementi e lo smistamento dei rottami prima di rifonderli.  Il miglior alleato allo scopo è sicuramente SPECTRO che offre spettrometri ad emissione ottica (OES) e alla fluorescenza dei raggi X (EDXRF) in grado di garantire veloci ed accurate analisi di elementi e leghe caratteristici del settore del riciclo dei metalli

Per saperne di più riguardo all’analisi di leghe di alluminio e alle differenze tra gli strumenti:

  • Un “white paper”, da scaricare gratuitamente in grado di fornire una visione approfondita degli strumenti SPECTRO più idonei per ogni applicazione;
  • Il 24 maggio alle 9 e alle 17 Marcus Freit, Product Manager degli analizzatori di metalli portatili SPECTRO, fornirà informazioni basilari riguardo all’analisi dell’alluminio in un Webinar gratuito.

 

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Come previsto, AMETEK e, in particolare, le sue divisioni SPECTRO, LAND e ORTEC, si sono fatte notare nei giorni scorsi (18-21 aprile 2012) alle due kermesse veronesi dalla risonanza internazionale, l’expo internazionale dei metalli, Metef-Foundeq, e la fiera, parallela, dedicata all’industria del riciclo, Metalriciclo-Recomat.

Due appuntamenti importati, ai quali AMETEK ha risposto con una presenza forte, da vera protagonista d’eccellenza e di qualità, presentando il meglio della produzione delle sue divisioni SPECTRO, LAND e ORTEC.

Metef-Foundeq è una delle fiere dedicate ai metalli di maggior respiro e interesse internazionale: offre una vetrina unica al meglio della produzione del settore; vanta ospiti d’eccezione e un calendario ricco di eventi e incontri da non perdere, dai forum internazionali ai dibattiti.

Di pari importanza e rilievo mondiale anche Metalriciclo-Recomat, la fiera, parallela a Metef-Foundeq, che riunisce il meglio dell’industria del riciclo, della tecnologia e dei servizi per il riciclo industriale.

 

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I biochip sono componenti importanti, veri protagonisti del successo di molti settori, dalla microfluidica, ai microchip fino ai laboratori sulle tecnologie dei chip. Strumenti fondamentali, ad alto tasso tecnologico, i biochip sono preparati utilizzando tecnologie microlitografiche o di microarray che incorporano un componente di riconoscimento biologico.

Il biochip prevede una vasta gamma di tecniche di misurazione chimiche e biochimiche implementate, comprese varie separazioni elettroforetiche e cromatografiche, reazioni chimiche ed enzimatiche, interazioni non covalenti di riconoscimento, valorizzazione della concentrazione del campione, e manipolazioni cellulari.

Dal basso costo e dall’ingombro altrettanto contenuto, questi dispositivi di ultima generazione consumano quantità minuscole dei reagenti, assicurando risultati rapidi. I biochip richiedono buona struttura del canale (altezza e larghezza) e topografia della superficie per garantire un flusso efficiente di prodotti chimici (bioagenti) al loro interno. Taylor Hobson è l’alleato ideale per i produttori di biochip: offre una vasta gamma di soluzioni su misura, ideali per migliorare qualità e prestazioni.

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E’ un prezzo davvero alto, sotto diversi punti di vista, quello che adesso si deve sborsare per aggiudicarsi qualche litro di carburante. Prezzi del petrolio alle stelle, come riporta la cronaca, ma non solo: il costo elevato dei carburanti non pesa solo nelle tasche dei consumatori e degli imprenditori, chi è costretto a farne le spese maggiori è l’ambiente.

Una delle risposte più innovative al problema sono i biocarburanti, che attraversano, negli ultimi anni rapidi sviluppi e positive evoluzioni. Proprio per stare sempre al passo con i progressi e i miglioramenti nel campo dei nuovi biocarburanti, inclusi i biomateriali di seconda generazione, è di fondamentale importanza garantire la qualità di biocarburanti a basso contenuto di zolfo utilizzando tecnologie analitiche avanzate, precise e facili da utilizzare. Solo in questo modo, puntando al massimo dell’efficienza analitica, i biocarburanti, i prodotti non finiti o le miscele finite possono rispettare appieno le esigenze delle nuove specifiche ASTM e EN.

SPECTRO ha la risposta giusta a queste esigenze di eccellenza analitica. La sua nostra tecnologia consente all’industria di misurare fino a 10-15 ppm i livelli di zolfo nei biocarburanti per garantire la conformità alle norme, ma anche di minimizzare e misurare a livelli ppm elementi metallici.

Grazie alla sua gamma completa di spettrometri a fluorescenza di raggi X con dispersione energetica (ED-XRF) e a emissione ottica al plasma accoppiato induttivamente (ICP-OES), SPECTRO garantisce la soluzione ideale per soddisfare i più esigenti requisiti di prova delle specifiche dei prodotti.

 

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Aprile è il mese di due appuntamenti importanti, uno con l’expo internazionale dei metalli, Metef-Foundeq, e uno, parallelo, con la kermesse tutta dedicata all’industria del riciclo, Metalriciclo-Recomat. AMETEK c’è, dal 18 al 21 aprile, e  sarà tra i protagonisti delle due manifestazioni, in programma presso il polo fieristico di Verona.

Metef-Foundeq si aggiudica i primi posti tra le fiere dedicate ai metalli, come vetrina internazionale per il meglio della produzione del settore, ma non solo. E’ una manifestazione che può vantare ospiti d’eccezione e un calendario ricco di eventi e incontri da non perdere, dai forum internazionali ai dibattiti.

Parallela, ma non meno importante, la fiera che riunisce il meglio dell’industria del riciclo, il meglio della tecnologia e dei servizi per il riciclo industriale, Metalriciclo-Recomat.

AMETEK sarà presente tra i padiglioni fieristici veronesi, con le divisioni SPECTRO, LAND e ORTEC.

 

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Nulla è cambiato, o quasi, nel settore dell’energia nucleare. Profondamente scosso dalla tragedia di Fukushima, come tutto il resto del mondo di non addetti ai lavori, il settore dell’energia nucleare, un anno dopo, sembra non subire troppi contraccolpi negativi, proseguendo la sua crescita.

Il trend al rialzo del settore evidenzia che l’incidente di Fukushima ha lasciato un segno indelebile, ma non ha invertito la tendenza: è una parentesi molto dolorosa, terribile, da “utilizzare” come monito, per rafforzare le misure di sicurezza, ma non un freno per rallentare il settore dell’energia nucleare.

E’ questo il quadro della situazione tracciato nel rapporto “World Energy Perspective: Nuclear Energy One Year After Fukushima”, pubblicato recentemente dal World Energy Council, nel quale si sottolinea anche la costruzione, in tutto il mondo, di oltre 60 nuovi reattori.

Più sicurezza e meno rischi: in quest’ottica, ORTEC può fornire molti strumenti davvero utili, ad alto tasso di tecnologia e qualità.  I controlli ambientali, in presenza di un alto utilizzo di energia nucleare,  sono infatti molto importanti,  soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari. E’ di vitale importanza per la salute,  evidenziare la possibile contaminazione del cibo,  per evitare danni alle popolazioni.

 

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La Cina non ha dubbi, per la produzione dell’energia, in grado di soddisfare la sua economia in costate crescita, preferisce il nucleare, a discapito delle energie rinnovabili e “pulite”, come l’eolico e il solare.

La scelta è chiara e precisa, scritta e confermata “nero su bianco” in un documento governativo del primo ministro Wen Jiabao, pubblicato all’inizio del mese di marzo.
E’ una questione di tempi, di ottimizzazione delle risorse e dell’energia: la rapida e costante crescita economica cinese ha bisogno di un supporto energetico all’altezza della situazione e, 
soprattutto, di importanti quantità di energia a basse emissioni di gas serra.

La Cina punta tutto sul nucleare e si vede: 15 i reattori nucleari commerciali attivi, che garantiscono una potenza complessiva di 11.880 MW, e altri 25 reattori attualmente in costruzione.

Quando si tratta di potenziare la produzione di energia nucleare e di dotare al meglio gli impianti nucleari, ORTEC è l’alleato perfetto.

 

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Poteva o, forse, doveva essere solo un’iniziativa temporanea, destinata a finire, ma, invece, la Scuola internazionale per la sicurezza nucleare di Trieste è destinata a “lunga vita”. Diventerà permanente, almeno stando all’annuncio del premier italiano Mario Monti, in occasione del recente summit di Seoul.

Per chiarire le sue intenzioni e, soprattutto, quello del Bel Paese che rappresenta, Monti ha confermato il forte interesse italiano per la sicurezza nucleare, per portare avanti progetti e iniziative in questa direzione.  Il premier ha sottolineato “l’importanza dell’istituzione, insieme all’IAEA e all’International Centre for Theoretical Phisics di Trieste, della Scuola internazionale per la sicurezza nucleare, i cui primi corsi si sono tenuti nell’aprile 2011 con 45 partecipanti provenienti da 43 paesi, mentre i prossimi avranno luogo in maggio 2012“.

Un’occasione di crescita, formazione e prestigio, destinata davvero a durate, come ribadisce anche Monti: “dato il successo ottenuto, contiamo di rendere permanente questa iniziativa. l’Italia ha sempre sostenuto l’importanza dell’istruzione e della formazione, quale strumento indispensabile per contrastare il terrorismo nucleare, creare un’infrastruttura nucleare sicura e promuovere una cultura della sicurezza“.

ORTEC condivide la stessa filosofia, fornendo la strumentazione perfetta per tutelare la sicurezza dei siti nucleari.

 

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L’appuntamento tra i “grandi” della terra è stato, nei giorni scorsi, a Seoul, dove più di 53 leader mondiali si sono riuniti per discutere di un tema importante, della sicurezza nucleare. Un appuntamento dal profilo mondiale e dall’eco planetario, che segue, a due anni di distanza, quello di Washington dell’aprile 2010, fortemente voluto da Barack Obama.

Quello coreano è il summit più importante in materia, dove i leader mondiali si sono confrontati su temi davvero “scottanti”, come la sicurezza nucleare, il disarmo nucleare, la non-proliferazione e la minaccia, sempre viva e sempre più spaventosa, del terrorismo atomico.

Tra gli obiettivi dichiarati del vertice coreano quello di rafforzare la fiducia pubblica nell’energia nucleare, minata dall’incidente nucleare di Fukushima, ma non solo. Tra le priorità anche rafforzare le misure di cooperazione contro i pericoli del terrorismo atomico e contro i traffici di materiali nucleari.

ORTEC, anche in tema di sicurezza nucleare, può dare il suo contributo, disponendo di un’ampia gamma di prodotti ideali per il controllo e la misurazione delle radiazioni.

 

 

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