Si è concluso il 38esimo FARO

Visto dall’estero l’italian-style è fatto prevalentemente di food, cioè di una diffusa cultura del cibo, e di fashion, con creazioni che hanno fatto del nostro Paese un sinonimo di eleganza. Se tuttavia una terza F dovesse essere aggiunta, essa non potrebbe che essere quella di Ferrari, un’autentica febbre che mostra i suoi sintomi più evidenti a Maranello (Modena). È possibile che con l’allestimento del 38esimo FARO nelle sale del Museo Ferrari esso sia divenuto anche lo spirito-guida dei membri del Club, che hanno in comune con la scuderia un preciso intendimento: vincere sui mercati internazionali mettendo a frutto il loro genio.

Il 38esimo FARO si è articolata in un’analisi sulle dinamiche dei mercati affidata a Simon Hunt, David Lilley, Steven Spencer e Markus Fyhr e di quella intermarket offerta da Paolo Kauffmann. L’occhio sulle commodity è stato puntato da Emanuele Norsa (Platts), Giovanni Grillo (Lowendalmasaï) e Riccardo Tomasoni con l’outlook energetico e da Enrico Paglia, per lo shipping. Ha chiuso i lavori il neo-introdotto Kerb time di confronto fra imprenditori. Il secondo giorno si è animato di panel di discussione, moderato da Fabio Tamburini.  Infine, la parola è passata all’economia reale, con una tavola rotonda a cui hanno partecipato Piero Cannas (president of italian chambre of commerce in Poland), Massimo D’Aiuto (ceo Simest), Ferruccio Rossi (ceo Ferretti) e Giovanni Tamburi (president of Tip investment partners).

In casa del Cavallino di Maranello il Club e gli sponsor (tra cui SPECTRO) hanno salutato i partecipanti, dando l’arrivederci al 39° meeting FARO previsto per il 28-29-30 Settembre in Polonia.

 

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