La sviluppo della metallurgia ferrosa è legato in modo inestricabile al progresso della civiltà. Si può anche affermare che senza carbone non vi sarebbero né ghisa, né acciaio. Fin dai tempi più antichi, il carbone è stato infatti l’agente riducente per liberare il ferro metallico dai minerali.

Pochi decimi di differenza percentuale nel tenore di carbonio possono avere un effetto enorme sulle proprietà meccaniche di ferro e acciaio, pertanto la sua misura accurata è critica per la metallurgia ferrosa.

Per la misurazione del carbonio nell’acciaio e nella ghisa sono stati sviluppati metodi chimici e spettroscopici. Uno dei più diffusi è il metodo della spettrometria a emissione ottica (OES), che utilizza una sorgente a scintilla. Quando si misura il carbonio nella ghisa, tuttavia, questo metodo è soggetto a errori riconducibili alla natura granulare del materiale e alla presenza di particelle di carbonio ‘libero’ sotto forma di grafite. Tali errori possono essere eliminati in parte con tecniche di perfetta preparazione del campione, ma, per ottenere risultati riproducili e affidabili, è richiesto un elevato livello di capacità ed esperienza.

I nuovi sviluppi della tecnologia OES presenti negli spettrometri SPECTROLABSPECTROMAXx di SPECTRO permettono di rilevare e anche analizzare campioni contenenti grafite libera. Grazie a questo approccio, i risultati sono paragonabili a quelli ottenuti con tecniche come l’analisi per combustione.

Il metodo sfrutta le capacità degli spettrometri a emissione ottica SPECTROMAXx e SPECTROLAB di ottimizzare la determinazione del carbonio in campioni di ghisa. Gli errori dovuti al prelievo del campione sono significativamente ridotti. Le misure ‘non conformi’ possono essere rilevate automaticamente ed escluse dai risultati.

 

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