Se ne parla tanto, ma si sa davvero come funzionano gli spettrometri mobili? La spiegazione è meno complicata di quanto si creda. In particolare, il principio di funzionamento degli analizzatori SPECTRO, portatili e mobili, è quello della spettroscopia ad emissione ottica.

Ecco come funziona questo “gioiello” di casa SPECTRO. Tramite la sonda di misura e una scarica ad arco (arc) o scintilla (spark) il campione viene vaporizzato. Gli atomi e gli ioni eccitati contenuti nel vapore danno origine a una radiazione ottica che, tramite una fibra ottica, viene trasferita all’ottica dello spettrometro. Qui il raggio ottico viene scomposto in singole componenti spettrali caratteristiche degli elementi contenuti nel materiale analizzato. Dalla gamma di lunghezze d’onda emesse da ogni elemento viene misurata, grazie a un CCD, la linea più adatta per la specifica applicazione analitica.

L’intensità della radiazione, proporzionale alla concentrazione dell’elemento nel campione, viene elaborata internamente, grazie alle curve di calibrazione memorizzate nello strumento, in modo da poter essere direttamente visualizzata sul monitor come percentuale di concentrazione.

 

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