L’alluminio è un materiale “prezioso”, non nel senso più conosciuto del termine, come metallo utilizzato per incastonare pietre o gemme, per confezionare gioielli, ma nella sua accezione più vera e ampia. E’ un metallo dalle mille qualità, difficilmente sempre uguale a se stesso: basta aggiungere nuovi “ingredienti”, per creare nuovi materiali con nuove proprietà specifiche; duri e resistenti all’abrasione, flessibili e, addirittura, semplici da avvolgere e da manipolare all’occorrenza.

Se gli additivi possono garantire all’alluminio una marcia in più o, meglio, nuove funzioni e proprietà, gli stessi additivi, come silicio, litio, ferro, rame, manganese, magnesio, zinco e titanio, ne rendono anche più difficile il riciclo.

Il riciclo dell’alluminio è un’opzione davvero conveniente, sia per l’ambiente sia per l’economia, perché permette di risparmiare il 95% di energia rispetto alla produzione primaria del metallo. Se l’alluminio non è da solo, il miscuglio di metalli, fuso e trattato per essere riutilizzato, rischia di assicurare risultati inferiori alle aspettative.

C’è un modo, però, per ovviare al costoso inconveniente, ottimizzando costi e risultati: l’analisi degli elementi e lo smistamento dei rottami prima di rifonderli.  Il miglior alleato allo scopo è sicuramente SPECTRO che offre spettrometri ad emissione ottica (OES) e alla fluorescenza dei raggi X (EDXRF) in grado di garantire veloci ed accurate analisi di elementi e leghe caratteristici del settore del riciclo dei metalli

Per saperne di più riguardo all’analisi di leghe di alluminio e alle differenze tra gli strumenti:

  • Un “white paper”, da scaricare gratuitamente in grado di fornire una visione approfondita degli strumenti SPECTRO più idonei per ogni applicazione;
  • Il 24 maggio alle 9 e alle 17 Marcus Freit, Product Manager degli analizzatori di metalli portatili SPECTRO, fornirà informazioni basilari riguardo all’analisi dell’alluminio in un Webinar gratuito.

 

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