E’ trascorso un anno da quel terribile 11 marzo 2011, quando quell’onda, feroce, quanto imponente, ha spazzato via una parte del Giappone, un lembo del Paese, carico di esseri umani, sogni e speranze.

Era l’11 marzo 2011, quando lo tsunami si è abbattuto con violenza sulle coste più fragili e indifese del Giappone, colpendone i “cuori” pulsanti più pericolosi e segnati dal tempo: i vecchi impianti nucleari della centrale di Fukushima. E’ cominciato tutto quando la terra si è mossa, facendo registrare una scossa di una potenza sconvolgente, pari a 9 gradi della scala Richter, e scatenando un maremoto feroce, in grado di inghiottire e distruggere tutto quello che ha incontrato lungo il percorso. Una “grande onda” devastante, che ha messo in ginocchio il Giappone e ha scatenato, in tutto il mondo, l’allarme nucleare.

Distruzione e morte, ma non solo: la tragedia di Fukushima ha lasciato al Giappone una dura eredità da smaltire, l’incognita sulle radiazioni nucleari fuoriuscite, sui veleni sfuggiti al controllo.

Un disastro umano, sanitario, sociale e nucleare, per affrontare il quale AMETEK ha messo in campo tutte le sue conoscenze, la sua professionalità, fornendo la strumentazione migliore per la rilevazione delle radiazioni nucleari.

 

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